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Nord Kenya: land grab e violazione dei diritti umani nel nome della conservazione

November 19, 2021
Source
Greenreport.it

La conservazione neocoloniale dell’NRT: un business redditizio a spese delle comunità locali

Mentre in Kenya aumentano le proteste delle comunità locali contro il Northern Rangelands Trust (NRT), una delle più grandi agenzie di conservazione del Kenya, il nuovo rapporto “Stealth Game: “Community” Conservancies Devastate Land & Lives nel nord del Kenya” dell’Oakland Institute” rivela «L’impatto devastante della conservazione della fauna selvatica privatizzata e neocoloniale e del turismo dei safari sulle comunità di pastori indigeni».

l’Oakland Institute è un Policy Think Tank statunitense indipendente che ha realizzato rapporti investigativi simili in molti Paesi in via di sviluppo. Basato su un’ampia ricerca sul campo, “Stealth Game” è il primo rapporto indipendente a fornire una revisione completa dell’evoluzione delle leggi sulla tutela del territorio e della fauna selvatica del Kenya, sulla storia, la struttura e il funzionamento del modello di conservazione “comunitario” dell’NRT, così come sulle questioni riguardanti l’accesso alla terra e i diritti umani messi in pericolo del modello privatizzato di conservazione in Kenya. Creato da Ian Craig, la cui famiglia faceva parte dell’élite  della minoranza bianca durante il colonialismo britannico, le origini di NRT risalgono agli anni ’80, quando il ranch di 62.000 acri di proprietà della famiglia di Craig venne trasformato nella sua prima riserva. Oggi l’NRT riceve milioni di finanziamenti da donatori come USAID, Unione Europea, agenzie di sviluppo danesi e francesi e grandi ONG ambientaliste, tra le quali  The Nature Conservancy (TNC) e Space for Giants.

all’Oakland Institute spiegano che «Sebbene termini come “partecipativo”, “guidato dalla comunità” ed ” empowerment locale” vengano ampiamente utilizzati, il rapporto espone come il Northern Rangelands Trust (NRT) e il Kenya Wildlife Services (KWS) abbiano presumibilmente espropriato le comunità di pastori delle loro terre ancestrali, attraverso la corruzione, la cooptazione e talvolta attraverso l’intimidazione e la violenza, per creare riserve di fauna selvatica per i dollari della conservazione».

L’NRT è stato fondato nel 2004  e da allora ha istituito 39 riserve su oltre 42.000 Km2 di territorio nel Kenya settentrionale e costiero, quasi l’8% della superficie totale del paese. Mentre l’NRT afferma che il suo obiettivo è quello di «Trasformare la vita delle persone, garantire la pace e conservare le risorse naturali», il rapporto dell’Oakland Institute dà voce alle comunità – prevalentemente pastorali – che accusano l’NRT di aver espropriato le loro terre e di aver dispiegato unità di sicurezza armate coinvolte in gravi abusi dei diritti umani. NRT è anche coinvolto nella sicurezza, nella gestione dei pascoli e nella commercializzazione del bestiame, il che, secondo le comunità colpite, gli conferisce un livello di controllo che supera persino quello del governo keniano.

Infatti, il rapporto è accompagnato da un comunicato delle comunità pastorali firmato da anziani e professionisti dei popoli Borana, Samburu, Somali, Pokot e Turkana del Kenya settentrionale che si dicono «Gravemente preoccupati per le uccisioni e le mutilazioni del nostro popolo da parte dei ranger del Northern Rangelands Trust (NRT). Siamo anche disturbati dal fatto che la NRT abbia utilizzato mezzi corrotti e ingannevoli per espropriare sistematicamente i membri delle nostre comunità. Che l’NRT abbia fatto questo in un momento in cui gli spasimi del cambiamento climatico continuano a influenzare notevolmente la pastorizia, che è la nostra principale attività economica, il che dimostra la totale insensibilità e ottusità. Oltre a questo, siamo profondamente arrabbiati per il fatto che la NRT abbia continuato a corrompere la maggior parte dei funzionari dei  governi nazionali e di contea. Questo ha incluso la polizia che non ha mostrato alcun interesse a indagare sulle uccisioni e altre forme di violazioni dei diritti umani causate alla nostra gente da unità di ranger appositamente addestrate dell’NRT. Come il governo del Kenya abbia permesso a una ONG di gestire un meccanismo di sicurezza quasi parallelo mentre è noto, in tutto il mondo, che i ruoli di sicurezza e mantenimento della legge e dell’ordine sono conferiti esclusivamente ai governi, sfida qualsiasi spiegazione. Anche dopo aver presentato molte petizioni, essere andato in tribunale e aver tenuto marce di protesta, il governo ha ampiamente ignorato la nostra situazione per mano di questa ONG. Anche i media ci hanno ignorato, perché poche notizie su quanto sta accadendo vengono pubblicate da giornali locali o stranieri o trasmesse da radio e televisioni. Tuttavia, non possiamo incolpare completamente i media poiché la NRT ha lanciato un’elaborata campagna di pubbliche relazioni per contrastare qualsiasi grido di angoscia lanciato dalla nostra gente. In effetti, siamo sicuri che gli altri keniani e il mondo in generale non avrebbero saputo degli omicidi, delle mutilazioni o dell’espropriazione in corso della nostra gente dalle loro terre se non fosse stato il fatto che l’Oakland Institute ha fatto di tutto per indagare scrupolosamente questi avvenimenti e compilare un rapporto impressionante e accurato».